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A Piacenza un nuovo caso di illecito bancario: recuperati da TutelaTi 4.700 euro inizialmente non rimborsati a un appartenente all’Arma dei Carabinieri

Un altro successo dell’Associazione Consumatori Tutelati si è registrato a Piacenza. L’Associazione, infatti, è riuscita a far riavere a un cittadino che aveva chiesto l’estinzione anticipata della cessione del quinto la somma di circa 4.700 euro, rimborso che l’istituto di credito continuava a negare.La Cessione del Quinto è una delle forme di prestito finanziario più richiesto in quanto è facile da ottenere per i dipendenti, la restituzione viene addebitata direttamente sullo stipendio e sarà pari a un quinto dello stipendio stesso. Tuttavia ci sono alcune complessità riguardanti le procedure che hanno permesso agli Istituti Finanziari di caricare pesantemente i costi del finanziamento, che non sono stati restituiti

E’ il caso di un cittadino di Piacenza, un dipendente dell’Arma dei Carabinieri, che ha dovuto pagare 8.200 euro di interessi, 828 euro di commissioni bancarie e 5.459 euro di commissioni accessorie: quest’ultima cifra intascata dall’agente finanziario per il solo fatto di aver fatto firmare il contratto. Si tratta di costi che si aggiungono all’importo da restituire, facendo così in modo che la cifra finale da dover restituire alle Banche sia ben maggiore (a volte anche il doppio) di quella ricevuta in prestito. Il lavoratore dipendente molto spesso è ignaro su questi importi, in quanto non vengono comunicati chiaramente. Si gioca e si è giocato sulla poca trasparenza e sulla poca chiarezza delle pratiche finanziare. Le banche agiscono molto spesso in questo modo anche in caso di estinzione anticipata, ovvero non restituendo i rimborsi che spettano per legge. Purtroppo molti cittadini ignorano l’obbligatorietà di questi rimborsi e gli Istituti Finanziari, dal momento che hanno già ricevuto il pagamento delle commissioni in anticipo e il premio assicurativo, non restituiscono le somme relative al periodo in cui il prestito non è stato usufruito.Solo con un’attenta analisi di tutte le operazioni svolte si può risalire alla cifra che spetta a ogni consumatore. In questo caso, l’associazione consumatori TutelaTi è riuscita a far riavere al militare circa 4.700 euro, cifra che gli spettava di diritto e che invece non gli era mai stata nemmeno comunicata.